Archivio di aprile 2011

Una mascotte pelosa…da Bari!

il lupacchiotto Ares

Guardate un po’ che simpatico lupacchiotto! Sapete come si chiama? Ares! E il nome è proprio un gradito omaggio alla nostra squadra, da parte del suo simpatico padrone, Matteo, professore di Bari, amante e divulgatore del meraviglioso gioco del baseball. Grazie Matteo…e forza Ares!

Ares vs OldRagsLodi: 10-17

Un sabato-domenica tutto Ares contro gli Old Rags: mentre sul campo principale iniziava gara 1 fra le due squadre senior di serie B, sul bel campetto dietro la tribuna giocavano i ragazzi delle medesime compagini. E domenica al Saini? Tanto per cambiare Ares Farm vs…Old Rags Brutos! La serie B ha collezionato due sconfitte, i ragazzi una , mentre gli unici che hanno vinto sono stati gli Ares Farm: perciò gli Old Rags conducono complessivamente per 3 a 1 partite vinte nel weekend contro gli Ares.                                  Giocare a Lodi è sempre un piacere, in ogni categoria, un po’ per la simpatia generale delle persone che popolano il centro sportivo, un po’ per il piacere di incontrare Ciccio Roda che gironzola fra tutti i campi  con il suo sorriso inconfondibile, un po’ per la buonissima salamella. Detto ciò, i nostri ragazzi si sono comportati bene in campo, ma gli Old Rags sfoggiavano un paio di lanciatori dal braccino potente che hanno intimorito e mandato in leggero “sbattimento” le nostre mini-mazze, che complessivamente non hanno battuto molto. Buona la difesa, e dopo un paio di inning “preoccupati” gli Ares in battuta hanno cominciato ad essere più sicuri nel box,  non girare i ball e farsi colpire da uomini veri: c’è stato un momento comico dove il lanciatore partente del Lodi ha colpito 5 battitori Ares consecutivi! In generale, durante la partita molti ball “troppo ball” dei lanciatori e molti giri di mazza su palle ad altezza vertiginosa da ambo le parti; 4 bellissime valide potenti dal line-up lodigiano, un paio nostre. Vabbè, il baseball è tanto bello ma è anche difficilotto.

A fine partita, LucaGiacomoStefanoMatteoEnrico con Danny, grande interbase dell'Ares

La vita, l’Universo e Tutto Quanto

Gli appassionati di fantascienza (quella scritta, più di quella filmata) sapranno bene che cosa vuol dire 42: la risposta alla Domanda Fondamentale, alla Vita, l’Universo e Tutto Quanto della Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams. Ma per noi, giocatori e appassionati di Baseball di tutto il mondo, il numero 42 ha un altro significato, non meno profondo.

Jackie RobinsonOggi, 15 aprile, tutti i giocatori di Major League scenderanno in campo con il numero 42 sulla divisa, su una spalla o sul petto o in altri posti. In tutti gli stadi d’America il numero 42 sarà bene in evidenza. Tutto questo per celebrare quest’uomo: è Jackie Robinson, classe 1919, che il 15 aprile 1947 ha esordito in Major League nella squadra dei Brooklyn Dodgers. Che cosa significa in particolare questo giocatore, tra tutti gli altri?

Jackie Robinson è stato il primo giocatore di colore a partecipare a un campionato di Major League negli Stati Uniti. Oggi siamo abituati a vedere ragazzi di tutte le etnie sui nostri campi, anche nelle leghe professionistiche di tutto il mondo, ma a quei tempi non era così. Se volevi giocare a Baseball come professionista, dovevi essere americano di nascita e bianco di colore: gli afroamericani, discendenti degli schiavi che fino alla metà dell’Ottocento venivano deportati in America dalle coste africane, non erano considerati tali, anche se nati e cresciuti sul territorio degli Stati Uniti. Una discriminazione razziale che ancora oggi, malgrado tutte le buone parole, in alcuni posti fatica a scomparire. Gli uomini di colore, a metà del Novecento, avevano ancora locali per neri, posti sull’autobus per neri e soprattutto non erano considerati nel mondo del lavoro, se non per le occupazioni più umili. Ma perché Jackie Robinson è così importante?

Facciamo mente locale. Gli Stati Uniti, nel 1947, erano anch’essi alle prese con i postumi della Seconda Guerra Mondiale. Si erano visti orrori di tutti i generi per anni, culminati con lo strazio delle bombe atomiche sul Giappone,  e la gente iniziava a stancarsi di tanta violenza. Il fatto che un giocatore di colore (militante fino a quel tempo in Negro League, una lega parallela alla Major League ma solo per uomini dalla pelle nera) fosse coraggiosamente schierato in campo in un campionato fino ad allora esclusività degli uomini bianchi ha contribuito notevolmente all’apertura mentale di tutto il popolo americano che, con il tempo, ha accettato e integrato quelle persone che venivano discriminate perché dalla pelle di colore differente. Il giocatore in sé quindi non è tanto importante, ma tutto ciò che ha rappresentato in seguito lo è molto, ed è per questo che oggi tutti gli appassionati di Baseball in America e non solo gli dedicano un grande tributo. Grazie a Jackie, e grazie al Baseball, oggi viviamo tutti, anche noi in Italia e in Europa, in una società migliore. 42!

Prima trasferta di campionato: sabato 16 a Lodi

Sabato 16 giocheremo la prima partita in trasferta, contro i ragazzi degli  Old Rags di Lodi.

INDIRIZZO DEL CAMPO: Baseball Centro Sportivo della Faustina,  Piazzale degli Sports – 26900 Lodi

Lettera di Keyth Taylor a tutti i genitori

Alcuni di voi possono averla già ricevuta, negli anni passati. Credo però che si tratti di un documento molto importante, perché nel corso degli anni più volte ho dovuto confrontarmi, come allenatore, con situazioni simili a quelle descritte. Si tratta di una lettera aperta, scritta anni fa da una mamma americana e rivolta a tutti i genitori di piccoli atleti di Baseball. Naturalmente è rivolta a persone che vivono in un Paese dove si gioca tutti i giorni e dove lo stile di vita è completamente diverso, ma se presa con la giusta filosofia è adattissima anche al nostro contesto. Ecco che cosa ci racconta.

Lavorate con i vostri bambini

Non c’è nulla che dia più soddisfazione che andare fuori qualche pomeriggio e giocare a baseball con i vostri bambini. Ciò fornisce qualità al tempo e aiuta vostro figlio a migliorare le sue abilità (e, credetemi, meglio vostro figlio riesce a giocare, più si divertirà in campionato).

Fatevi coinvolgere nell’organizzazione

Le federazioni e le organizzazioni si basano sul volontariato e possono usare positivamente tutto l’aiuto che gli viene offerto. Tutto quello che potete fare per dare una mano farà in modo che l’organizzazione funzioni più efficacemente e aiuterà tutti i ragazzi: dal dare una mano all’organizzazione e preparare i campi, all’arbitrare. Se vostro figlio vedrà che l’organizzazione è importante per voi imparerà che è importante anche per lui. Per anni ho aiutato a preparare i campi, a classificare, ad arbitrare; oltre a essere stata una soddisfazione per me, ho potuto prestarmi a qualcosa di molto importante per mio figlio.

E la Federazione ti da la possibilità di seguire tutti i corsi di cui hai bisogno

Alcuni si preoccupano di non essere abbastanza competenti. In tal caso vi suggerisco, se commettete un errore, di restituire il denaro che avete guadagnato quel giorno (ricordatevi che è tutto volontariato!!). Inoltre anche gli allenatori e i giocatori fanno degli errori… la cosa importante è imparare, divertirsi e insegnare ai ragazzi che ci tenete a loro! Come genitori abbiamo imparato ad essere pazienti con i nostri figli.

Siate pazienti anche con gli allenatori

Allenatori diversi hanno filosofie diverse. Alcuni ritengono che i giocatori debbano giocare in tutti i ruoli, altri vogliono che diventino bravi in uno solo. Alcuni allenatori danno più importanza alla vittoria, altri danno importanza all’imparare. Ogni allenatore è diverso e, probabilmente, l’allenatore dell’anno scorso faceva le cose in maniera diversa da come le farà quello di quest’anno.

È importante…

È importante ricordare che l’allenatore dei vostri figli non è pagato: lavora per amore del gioco e dei bambini. Lasciateli essere allenatori. Non discutete e non criticate se pensate che vostro figlio sia trattato ingiustamente (come genitori è naturale essere molto protettivi ma la maggior parte degli allenatori non fa discriminazioni). Se pensate che ci sia un problema, discutetene con calma con l’allenatore LONTANO dal campo; probabilmente riuscirete a comprendere il suo punto di vista. La cosa importante è non fare scenate di fronte ai giocatori; con il baseball stanno imparando a lavorare come squadra, a rispettare l’autorità e l’esperienza… fate in modo di non rovinare questo insegnamento.

Fatevi vedere alle partite e agli allenamenti

Nel mondo così frenetico di oggi, a volte è difficile far coincidere gli impegni, ma è VOSTRO figlio! Non voglio iniziare a raccontarvi le storie di quei ragazzi che non provavano nemmeno a essere bravi nel baseball; immancabilmente questi ragazzi erano quelli che venivano portati agli allenamenti e venuti a prendere alla fine senza che mai i genitori avessero seguito un singolo allenamento. I genitori più irritanti sono quelli che non seguono mai gli allenamenti (e quindi non capiscono mai la filosofia dell’allenatore), ma discutono (urlando!) le decisioni dell’allenatore durante la partita. La maggior parte della gente non oserebbe mancare al lavoro e, nonostante ciò, andare a dire al padrone cosa non va nell’azienda, ma loro se ne fregano e fanno lo stesso con l’allenatore dei loro figli.

Rispettate le regole

Questo è quello che i ragazzi devono imparare. Le regole del baseball sono molte e complesse, anche se in una partita giovanile generalmente sono sempre le stesse a essere applicate, ma a volte succede un fatto insolito che richiede una regola particolare, che magari non conoscete. Se non siete d’accordo con la chiamata dell’arbitro, tenetelo per voi. Magari informatevi e parlatene con chi è più esperto. Se c’è una regola nella squadra che non vi va bene, beh è la loro squadra, non la vostra.

Se pensate che ci sia un problema serio, parlatene in privato con l’allenatore e non con vostro figlio!

Regola d’oro: durante l’allenamento o la partita non parlate mai a meno che non vi sia rivolta la parola (eccetto ovviamente che fare il tifo per TUTTI i ragazzi). Ciò non vuol dire che non possiate avere un’opinione da tifosi o tentare di sostenere i vostri figli, ma rendetevi conto che, urlando di tutto a un arbitro in modo non sportivo, i ragazzi vi vedranno, vi sentiranno e impareranno. Se proprio dovete fare un commento, cercate di farlo in maniera educata e gentile, dentro le righe e ironica.

Non create aspettative

Quasi tutti i padri sognano che i loro figli diventino stelle della Major League, ma sono solo bambini. Non aspettatevi più di quello che possono dare. Dategli incoraggiamenti positivi e siate presenti quando hanno bisogno di voi. Inoltre spesso un bambino è privo di alcune attività motorie che svilupperà in seguito. Non combattete la natura o i ragazzi. La cosa che mi stringe di più il cuore alle partite è vedere un giocatore messo strike out o fare un errore e vedere il genitore che gli urla di tutto dalla tribuna.

Gratificarli per il loro sforzo, anche quando sbagliano, darà risultati molto migliori e renderà il viaggio di ritorno a casa molto più piacevole.

Gelato!

A nessuno piace perdere, ma la natura degli sport di squadra è proprio che una delle due squadre in campo perderà sempre. Insegnate ai vostri figli che non hanno perso individualmente, ma che tutta la squadra ha perso, e che hanno perso perché è successo che l’altra squadra, quel giorno, ha giocato meglio di loro. C’è sempre una prossima volta e la cosa importante è imparare dalle sconfitte. È giusto analizzare il perché si è perso e come poter far meglio la volta successiva. Non è mai giusto lamentarsi! Poi uscite e andate a prendervi un bel cono gelato.

Divertitevi!

Lo sport giovanile dovrebbe essere un’esperienza divertente per tutti: ragazzi, allenatori, dirigenti e genitori. Vincere è bello, ma perdere è inevitabile. Essere una stella è divertente, ma essere un panchinaro è altrettanto importante. Cogliete l’opportunità di godervi la giovinezza dei vostri figli e insegnargli alcune importanti lezioni di vita.

Suggerimenti di una mamma

Anche se il baseball è considerato un sport senza contatti ci sono occasioni in cui i giocatori si scontrano o capitano infortuni non dovuti al contatto. Siamo TUTTI preoccupati della sicurezza dei nostri figli, ma se vostro figlio si infortuna, ricordatevi: i bambini possono sopportare cose molto peggiori degli adulti e gli allenatori sono abituati ad affrontare gli infortuni. Lasciate che l’allenatore si preoccupi della situazione… non ha bisogno di badare a un genitore spaventato. Non è sbagliato avvicinarsi all’area dell’infortunio, ma scavalcare la rete e spostare via di peso le persone nella zona crea solo confusione. Date all’allenatore la possibilità di sistemare la situazione e fare tutto quello che è necessario per assicurare la sicurezza dei giocatori. Se c’è qualcosa di serio ve lo farà sapere e chiederà immediatamente il vostro aiuto. Non insisterò mai abbastanza: VOLONTARIATO… hanno bisogno di voi! Una delle cose più irritanti che vedo sono le persone che non danno mai una mano ma che sono sempre pronte a criticare. Se non riuscite ad essere parte della soluzione, non siate parte del problema! Se credete che qualcosa vada cambiato, fatevi coinvolgere, così lo potrete cambiare.

Suggerimenti di un allenatore

Una della cose più frustranti di un allenatore è vedersi arrivare un genitore a fine stagione e sentirsi dire: “Grande stagione, ma hai continuato a fare qualcosa che non mi è andato bene…”. Un allenatore non può risolvere i problemi se non sa che esistono. La maggior parte degli allenatori è ben disposta ad ascoltare i vostri suggerimenti.

3° giornata: vincono gli Eagles Milano ’46

Nella terza giornata di campionato, sempre in casa al Saini, abbiamo subito la prima sconfitta per 13-5. Gli Eagles Milano ’46 in sintesi sfoggiano un paio di lanciatorini niente male che tirano forte e strike, e annullano le nostre mazzette preoccupate. Sul monte Ares parte Andrea Capellano che tiene bene e soprattutto si produce in un paio di giocate difensive di qualità, rilevato da Marco Giachino molto concentrato che lancia inizialmente strike con continuità, poi si perde un pochino. Allo scadere delle 2h di gioco siamo al 5° inning e il risultato dice che matematicamente è vincente il Milano ’46; ci viene proposto di giocare anche il 6° inning e intanto qualcuno inneggia “dai che gli facciamo altri 4 punti”, un edificante atteggiamento da tifosi di calcio.  E noi decidiamo che va bene finire così al 5°inning, perché vincere è bello ma stravincere non serve a nulla, se non a umiliare gli avversari. Trattandosi di bambini, è un approccio inadeguato.

Seconda partita di campionato: abbiamo vinto!

Il tabellone a fine partita

Un sabato pomeriggio soddisfacente per il team Ares, che esce dal campo vittorioso con il risultato di 17-11. Sul monte di lancio inizia Gabriel dall’Agnese: un po’ insicuro nel 1° inning, poi però si ambienta e lancia molto bene. Sostituito da Stefano Ambrosin che fatica un po’ a trovare lo strike ma quando lo trova è bello forte, ed infine un ottimo Marco Giachino chiude l’incontro con una serie di lanci veramente ok! In difesa i ragazzi si sono comportati molto bene effettuando gli out quando si dovevano fare, mentre in battuta forse non hanno “spinto” al massimo. Una nota curiosa: due doppi giochi molto simili, uno ad opera del nostro Matteo Fasani, l’altro ad opera del seconda base dei Bulldogs di cui-me ne scuso- non ricordo il nome : battuta al volo sul 2°base, presa al volo ed eliminazione di un corridore che si era staccato dalla base prima della presa. I Bulldogs sfoggiano un paio di lanciatori niente male, ma commettono qualche errore in difesa e perciò subiscono più punti. Peccato che complessivamente si siano viste poche battute, poiché più di metà dei punti di entrambe le squadre sono entrati per  le numerose basi ball e i lanci imprendibili per i catcher – o anche prendibili ma non presi. Il lancio e il tiro vanno migliorati! Nel frattempo, ad entrambe le squadre va un complimento per l’approccio sereno e la voglia di giocare impegnandosi e divertendosi.

La seconda giornata di campionato

Domani pomeriggio al Saini gli Ares sfideranno i Bulldogs Cernusco, nella seconda giornata del campionato ragazzi. L’inizio è previsto per le ore 16.00, e la durata dell’incontro è fissata per regola federale in 2 ore al massimo, oppure 6 inning (qualora durassero meno di 2 ore). Accorrete numerosi se avete voglia di contemplare dei piccoli giocatori di baseball alle prese con questo sport meraviglioso!

il team Ragazzi dei Bulldogs Cernusco

Allenamenti

Gli allenamenti per i RagAres sono tutti i Lunedì e i Mercoledì presso il SAINI FIELD dalle 17:15 alle 19-19:30

Si raccomanda a tutti i ragazzi la massima puntualità e la regolarità nell'allenamento.

Se vuoi provare a giocare con noi, se vuoi iniziare a conoscere il baseball.... sei SEMPRE il benvenuto, ti aspettiamo!!!

Prossimi Impegni
RagAres 5° Regulas Season Ragazzi



Sab 30 Apr - 16:00:
Codogno - Ares Cratos
Presso Campo Codogno


Mer 4 Mag - 17:30:
Ares Greek - Bulldogs
Presso Park Field Forlanini


Non Mancate!!!
Ultimi Risultati
4° Regular Season


Ares Cratos - Sannazzaro
11-15

OldRag Lodi - Ares Grek
10-16


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